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Programmazione didattica

 

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

A.S. 2018-2019

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PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

A.S. 2017-2018

 

LA SCUOLA DELL'INFANZIA NELLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO

 

La scuola dell’infanzia accoglie i bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione.

Per ogni bambino o bambina, la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.

Identità: significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica ed irripetibile, sperimentare diversi ruoli e forme di identità. 

Autonomia: significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri, provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte ed assumere comportamenti ed atteggiamenti sempre più consapevoli .

Competenze: significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; ascoltare e comprendere narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere rappresentare e immaginare, ripetere con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi. 

Cittadinanza: significa scoprire l’altro da sé e attribuire importanza agli altri e ai  loro bisogni, stabilire regole condivise fondate sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità in genere; implica il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti, significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura

Campi di esperienza

  • IL SÈ E L’ALTRO
  • IL CORPO E IL MOVIMENTO
  • I DISCORSI E LE PAROLE
  • LA CONOSCENZA DEL MONDO
  • IMMAGINI SUONI E COLORI

I BAMBINI

I bambini sono attivi, amano costruire, giocare, comunicare e fin dalla nascita intraprendono una ricerca di senso che li sollecita a indagare la realtà. Giungono alla scuola dell’infanzia con una storia: hanno imparato a parlare e a muoversi con autonomia; hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno appreso ad esprimere emozioni e ad interpretare ruoli attraverso il gioco; hanno appreso i tratti fondamentali della loro cultura. Fra i tre e i sei anni incontrano e sperimentano diversi linguaggi, scoprono attraverso il dialogo e il confronto con gli altri bambini grandi domande esistenziali, osservano e interrogano la natura, elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi simbolici.

Le loro potenzialità e disponibilità possono essere sviluppate o inibite, possono evolvere in modo armonioso o disarmonico, in ragione dell’impegno professionale degli insegnanti, della collaborazione con le famiglie, dell’organizzazione e delle risorse disponibili per costruire contesti di apprendimento ricchi e significativi.

LE FAMIGLIE

Le famiglie, che rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate, sostenute e condivise dalla scuola, per consentire la creazione di una rete solida di scambi e di responsabilità comuni. Il primo incontro con la scuola e con gli insegnanti, nonché l’esperienza scolastica dei figli aiutano i genitori a prendere più chiaramente coscienza della responsabilità educativa che è loro affidata. Nella scuola dell’infanzia a volte si affacciano famiglie che provengono da altre nazioni e che costruiscono progetti di vita, lunghi o brevi, per i loro figli nel nostro paese.

Essi professano religioni diverse, si ispirano spesso a modelli tradizionali di educazione, di ruoli sociali e di genere appresi nei paesi di origine ed esprimono il bisogno di rinfrancare la propria identità in una cultura per loro nuova. La scuola dell’infanzia è per loro occasione di incontro con altri genitori, per costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità.

Le famiglie dei bambini con disabilità chiedono sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento sereno delle differenze e la costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il proprio percorso di formazione.

Lo stile educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa, con osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evoluzione dei suoi apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli. La progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso un’appropriata regia pedagogica.

La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica, il rapporto adulto con i saperi e la cultura e con la costruzione di una comunità professionale ricca di relazioni, orientata all’innovazione e alla condivisione di conoscenze.

L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

La scuola dell’infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento. Promuove una pedagogia attiva e delle relazioni che si manifesta nella capacità degli insegnanti di dare ascolto e attenzione a ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose e nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più elaborate e consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza, l’esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti, l’arte, il territorio e le sue tradizioni, attraverso la rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze e attraverso attività ludiche.

Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali. L’ambiente di apprendimento è organizzato dagli insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto, sostenuto e valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui famiglia viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino con bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la propria riuscita.

La vita di relazione è caratterizzata da ritualità e da convivialità serena per incoraggiare il bambino a ritrovarsi nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità. Le relazioni con gli insegnanti e fra i bambini sono un importante fattore protettivo e di promozione dello sviluppo.

La scuola dell’infanzia ha anche queste caratteristiche:

  • Lo spazio accogliente e curato, parla dei bambini, del loro valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità, attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti e oggetti volti a creare una funzionale e invitante disposizione a essere abitato dagli stessi bambini.
  • Il tempo disteso, nel quale è possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare, capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita. In questo modo il bambino può scoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senza accelerazioni e senza rallentamenti indotti dagli adulti.
  • La documentazione, come processo che produce tracce, memoria e riflessione rende visibili le modalità e i percorsi di formazione e permette di valutare i progressi dell’apprendimento individuale e di gruppo.
  • Lo stile educativo, fondato sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente, sull’intervento indiretto e di regia.
  • La partecipazione, come dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità, di incoraggiare il dialogo e la cooperazione nella costruzione della conoscenza.

La scuola dell’infanzia sperimenta la propria organizzazione, la formazione dei gruppi, delle sezioni e le attività di intersezione in coerenza con le scelte pedagogiche del nostro Circolo Didattico.

CONTINUITA’

L’acquisizione di competenze da parte degli alunni e l’interesse permanente al bambino come “essere in divenire” esige una forte attenzione alla “continuità”, nel senso di ricerca di connessioni tra l’insegnamento e quanto appreso dall’alunno in altri contesti, tra gli insegnamenti provenienti dai diversi ordini scolastici.

La “continuità” di tipo verticale (infanzia-primaria) ed orizzontale (scuola-famiglia-agenzie educative–territorio) rimane per il nostro istituto un punto forte e di fatto, ne orienta le scelte educative per garantire il diritto del bambino ad un percorso formativo completo ed unitario, di cui ne siano valorizzate le competenze acquisite.

Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo delle competenze, esplicitati per ogni campo di esperienza, suggeriscono all’insegnante orientamenti, interessi e responsabilità per organizzare, attraverso differenti strategie, momenti, attività, che inducono il bambino, opportunamente guidato, ad approfondire e sistematizzare gli apprendimenti.

Durante l'anno scolastico 2017/18 saranno realizzati momenti significativi di scambio attraverso la realizzazione dei seguenti progetti:

  • Accoglienza
  • Continuità tra scuola dell'Infanzia e scuola Primaria al fine di:
    • semplificare il passaggio graduale da un ordine di scuola all’altro.
    • favorire il processo di apprendimento attraverso la continuità didattica ed educativa.
    • promuovere la conoscenza reciproca e relazionale tra gli alunni dei due ordini di scuola.
    • proporre attività da svolgere con approccio interdisciplinare comuni all’ultimo anno della scuola dell’infanzia e la prima classe della scuola   primaria.
    • promuovere l’integrazione degli alunni provenienti da culture diverse e degli alunni diversamente abili.
    • individuare collegamenti con le realtà scolastiche, culturali e sociali del territorio.

RIFERIMENTI  INTERPRETATIVI   DELLA  PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

 

Vengono di seguito elencate le U.D.A. per il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze: 

  • 1° U.D.A. Mano nella mano (IL SE’ E L’ALTRO)
  • 2° U.D.A. Con il corpo posso… (IL CORPO E IL MOVIMENTO)
  • 3° U.D.A. Bla…bla…bla…(DISCORSI E LE PAROLE)
  • 4° U.D.A. Piccolo esploratore (LA CONOSCENZA DEL MONDO)
  • 5° U.D.A. Le sfumature dell’arte (IMMAGINI, SUONI E COLORI)
  • 6° U.D.A. Girotondo delle regole (EDUCAZIONE STRADALE)

METODOLOGIA

La scuola dell’infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti che segnano profondamente tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti riconoscendo la centralità dei bambini essa si pone come un ambiente educativo rispettoso della loro età, dei loro tempi di apprendimento e della loro unicità.

Ne deriva che la scuola sia:

  • Un luogo per incontrarsi
  • Un luogo per riconoscersi
  • Un luogo per comunicare
  • Un luogo per scoprire
  • Un luogo per crescere ed imparare

Pertanto la metodologia concordata da noi insegnanti per operare nella scuola dell’infanzia in modo consapevole, incisiva e verificabile si fonda su alcuni elementi per noi fondamentali:

La progettazione, l’organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

Il modo in cui sono strutturati gli spazi e distribuiti i materiali incide in maniera significativa sulla qualità delle esperienze che si compiono nella scuola dell’infanzia. Pertanto ogni contesto di gioco, di relazione, di emozione e di apprendimento va ideato e realizzato con consapevolezza in modo da favorire il benessere del bambino, le sue relazioni, le sue scoperte, le sue conoscenze, in modo da garantire la continuità dei rapporti tra coetanei e adulti facilitando i processi di identificazione.

La valorizzazione della vita di relazione

La dimensione affettiva è fondamentale nei processi di crescita: l’affetto, il rispetto, la serenità, l’allegria, lo scambio, l’ascolto, l’aiuto sono componenti essenziali per diventare dei buoni adulti e cittadini del mondo.

La valorizzazione del gioco

Risorsa privilegiata di apprendimento e relazioni, il gioco (nelle dimensioni simbolico, strutturato e cognitivo) è uno strumento per lo sviluppo del bambino, attraverso il quale egli sperimenta, esprime la sua creatività, acquisisce le prime regole sociali e morali, regola le sue emozioni e, attraverso il rapporto con gli altri bambini, manifesta bisogni, desideri e sentimenti.

La progettazione aperta e flessibile

Predisporre in modo logico e coerente una programmazione educativa permette al bambino di elaborare il suo processo di crescita, essa deve partire dal bambino e rispettare la sua soggettività disponendo una serie di interventi funzionali e individualizzati per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

La ricerca/azione e l’esplorazione

Sono leve indispensabili per favorire la curiosità, la costruzione, la verifica delle ipotesi e la formazione di abilità di tipo scientifico.

Il dialogo continuo

È utile per un confronto, uno scambio, un arricchimento reciproco, per stimolare la discussione e il valorizzare il “pensare con la propria testa” sviluppare il senso critico, per rendere il bambino sempre protagonista del suo crescere.

La mediazione didattica

Sviluppa nei bimbi le capacità metacognitive, cioè la capacità di impadronirsi delle abilità e delle attitudini idonee a facilitare gli apprendimenti continui che essi dovranno realizzare durante la loro vita, con un’educazione del pensiero sul piano del linguaggio, dell’apprendimento e della metodologia, cioè imparare ad imparare a pensare e imparare ad apprendere.

L’utilizzo del problem solving

Problematizza la realtà per arrivare a nuove conoscenze, attraverso la formulazione e la verifica di ipotesi che portino alla soluzione dei problemi di partenza.

Il lavoro di gruppo e le attività laboratoriali

Consentono percorsi esplorativi dove si uniscono i saperi disciplinari a quelli di ricerca e di verifica, dove si imparano negoziazioni e dinamiche comunicative caratterizzate dalla disponibilità, dalla calma, dalla condivisione cognitiva ed emotiva.

Le uscite, le gite e le esperienze al di fuori della scuola

Permettono che il “fuori” della scuola diventi palestra di vita e si conoscano le regole proprie di ogni ambiente.

I rapporti con il territorio

Fanno si che ogni risorsa venga sfruttata al fine dell’incremento delle conoscenze

Le risorse umane e la compresenza degli insegnanti

Permettono la condivisione e il rafforzamento dell’impegno educativo.

L’osservazione sistematica dei bambini

Permette di riorganizzare, attraverso progetti, l’intervento educativo.

La documentazione del loro lavoro

Permette ai bambini di conservare la memoria di esperienze vissute e di riflettere sul loro operato, sulle loro conquiste, su quello che ognuno ha dato e ricevuto dai compagni, sul riconoscimento della propria identità e di quella del gruppo al fine di sviluppare la capacità di lettura della pratica educativa quotidiana.

Strutturazione degli spazi

Nelle sezioni si utilizzerà lo spazio a disposizione, per favorire le conversazioni, i momenti di gioco, le attività strutturate e non, mentre gli spazi esterni permetteranno di osservare dal vero i cambiamenti stagionali. 

 

VERIFICA E VALUTAZIONE

La valutazione precede, accompagna e conclude i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. I docenti valuteranno in maniera costante e continua nel corso dell’anno scolastico per poter poi, nell’ultimo periodo dell’anno, fare un bilancio del processo formativo. L’attività di valutazione nella scuola dell’infanzia risponde ad una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata ad esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità. Nel corso dell’anno si valuterà attraverso: conversazioni in itinere, rielaborazione grafiche delle esperienze, schede di verifica, confronto costante tra docenti contitolari della sezione.

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Nei primi giorni di scuola gli insegnanti saranno impegnati a dare agli alunni le prime nozioni in merito alla sicurezza, si faranno notare tutti i rischi a cui si può andare incontro se non vengono rispettate le norme più basilari, come correre nella sezione, spingere i compagni, arrampicarsi sugli arredi, indossare scarpe con i lacci, ecc. Inoltre verranno simulate procedure di evacuazione dai locali scolastici per situazioni di emergenza, per permettere ai bambini di memorizzare le procedure corrette, i percorsi da seguire e soprattutto sviluppare atteggiamenti di sicurezza negli spostamenti.

U.D.A. in dettaglio in allegato

 

PROGRAMMAZIONE

EDUCATIVO-DIDATTICA

Religione Cattolica

Scuola dell’Infanzia

Circolo didattico

“G. Fava”

Mascalucia

 

“Ti racconto una storia”

 

Anno scolastico                                                                    Insegnante:

2017/18                                                                             Cannata Cristina

 

 PREMESSA

Insegnare Religione Cattolica nella scuola dell’ Infanzia significa far aprire il bambino ad un mondo ricco di opportunità di crescita, di dialogo e di scoperta.

L’ insegnamento concorre allo sviluppo della personalità del bambino e in particolare si pone i seguenti obiettivi:

-aiutare il bambino nella reciproca accoglienza;

-far emergere domande e interrogativi esistenziali, e aiutare a formulare le risposte; educare e -cogliere i segni della vita cristiana e intuirne i significati;

-insegnare a esprimere e comunicare con parole e gesti.

Per raggiungere tali obiettivi è necessario mettere in atto un percorso che si innesca nel processo evolutivo di crescita del bambino aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola come sottolineato nelle Indicazioni IRC, dpr 11 Febbraio 2010.

L’ora di Religione Cattolica nella scuola italiana è una preziosa opportunità culturale ed educativa perché aiuta i bambini a scoprire le radici della nostra storia e identità. Le attività in ordine all’IRC per coloro che se ne avvalgono, offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini,valorizzano la dimensione religiosa, promuovono la riflessione sul loro patrimonio di esperienza e contribuiscono a rispondere alle grandi domande di significato e di senso che portano nel cuore.

Il progetto annuale e le Unità di Lavoro vengono sviluppate nella cornice culturale delle “Indicazioni

didattiche per l’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole dell’Infanzia e nel primo ciclo di

istruzione” (DPR 11 febbraio 2010).

Al fine di favorire la maturazione personale di ogni bambino e bambina, vengono individuati dei Contenuti indicati dai Campi di esperienza educativa per la Religione Cattolica.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI

Traguardi per lo sviluppo delle Competenze e

Obiettivi di Apprendimento dell’insegnamento della religione cattolica

per la scuola dell’infanzia e per il Primo Ciclo d’istruzione

Integrazioni alle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo

d’istruzione relative all’insegnamento della religione cattolica.

Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 7 maggio 2010

Scuola dell’Infanzia

Le attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi sono portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella

sua globalità, i traguardi relativi all’Irc sono distribuiti nei vari campi di esperienza.

Di conseguenza ciascun campo di esperienza viene integrato come segue:

Il sé e l’altro

- Relativamente alla religione cattolica: Scopre nei racconti del Vangelo la persona e l’insegnamento di

Gesù, da cui apprende che Dio è Padre di tutti e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.

 

 

Il corpo in movimento

- Relativamente alla religione cattolica: Riconosce nei segni del corpo l’esperienza religiosa propria e altrui per cominciare a manifestare anche in questo modo la propria interiorità, l’immaginazione e le emozioni.

Linguaggi, creatività, espressione

- Relativamente alla religione cattolica: Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualità, spazi, arte), per poter esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.

I discorsi e le parole

- Relativamente alla religione cattolica: Impara alcuni termini del linguaggio cristiano,ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.

La conoscenza del mondo

- Relativamente alla religione cattolica: Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo,riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza.

METODOLOGIA E ATTIVITA’

Al fine di favorire l’acquisizione dei valori religiosi, la scelta delle attività educative assume come base di partenza le esigenze, gli interessi e le esperienze che i bambini vivono in famiglia, nella scuola e nell’ambiente sociale.

Nella scuola dell’Infanzia si fanno scoprire i concetti attraverso attività educative che tengano conto dei tempi di apprendimento del bambino e della bambina.

Adottando il criterio della gradualità pedagogica, nel rispetto dei ritmi di sviluppo e di apprendimento di ciascun bambino, vengono favorite e promosse esperienze che valgono anche in ordine all’insegnamento della Religione Cattolica:

- ascolto e comunicazione verbale (racconto di episodi tratti dal Vangelo, attività di osservazione (con immagini e poster);

- utilizzo di schede da colorare;

- conversazione e riflessioni guidate;

- attività ludiche (giochi finalizzati a precise esperienze per far scoprire i concetti di fratellanza, pace,perdono, …),

- attività espressive (interiorizzare le esperienze fatte con dialoghi, canti, musiche, drammatizzazioni);

- attività grafico – pittoriche (acquisizione del concetto presentato attraverso disegni individuali con varie tecniche, cartelloni eseguiti in gruppo, ecc…),

VERIFICA E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE

Nella scuola dell’Infanzia le modalità di verifica delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acquisite, si svolgono dopo ogni Unità di Lavoro e l’esperienza che il bambino incontra con i contenuti dell’IRC presenti negli OSA.

Le verifiche avvengono attraverso:

- l’osservazione sistematica del materiale prodotto dal bambino;

- l’attività grafico-pittorica / drammatico-espressiva;

- l’attività manipolativa;

- la comprensione dei contenuti proposti attraverso la pertinenza delle domande poste, delle risposte date e dei gesti utilizzati nei giochi simbolici;

- la conversazione e la rielaborazione a livello verbale dei contenuti proposti;

- il comportamento e la capacità di relazionarsi ai compagni e alle figure adulte.

La valutazione si basa sull’insieme delle verifiche, deve prendere in esame l’interesse suscitato nei bambini, la validità delle attività svolte e dei metodi usati. È intesa come modalità per controllare il processo di insegnamento – apprendimento e per aiutare il bambino ad avere un riscontro sul proprio apprendimento. Inoltre è un indicatore della disponibilità dell’insegnante alla messa in discussione dei propri modelli di lavoro per un costruttivo adeguamento alle necessità, ai bisogni ed ai diritti dei bambinie delle bambine.

L’attenzione della valutazione diventa così lo strumento che, oltre a rilevare i risultati, consente la continua regolazione della programmazione e permette di introdurre per tempo eventuali modifiche ed integrazioni.

UNITA’ DI LAVORO

1 U.d.L. - C’ERA UNA VOLTA…

2 U.d.L. - UN GRANDE LIBRO…

3 U.d.L. - UN LIBRO CHE ANNUNCIAVA…

4 U.d.L. - PAGINA DOPO PAGINA…

5 U.d.L. - RACCONTIAMO NUOVE STORIE…

6 U.d.L. - LA STORIA PIU’ BELLA…

7 U.d.L. – IN CHIESA TUTTI INSIEME…

 

1.  U.d.L. - C’ERA UNA VOLTA . . .

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: Settembre - Ottobre

CONTENUTI

3 anni

- Scoprire la scuola come spazio di nuovi incontri e amicizie.

- Sperimentare relazioni serene con gli altri.

- Gesti di accoglienza e condivisione reciproca.

4 anni

- Esplorare l’ambiente circostante per stare bene a scuola.

- Prendere consapevolezza dell’importanza di vivere relazioni positive all’interno del gruppo sezione.

- Forme di collaborazione per comprendere l’amore e la generosità verso gli altri.

5 anni

- Sperimentare relazioni comunicative con i coetanei e con gli adulti.

- Prendere consapevolezza dell’importanza di vivere relazioni positive all’interno del gruppo sezione.

- Esperienze collettive e rispetto delle regole.

- Utilizzo di vari libri per raccontare storie diverse.

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Giochi di presentazione.

- Musiche, canti e filastrocche animate.

- Storia di amicizia.

- Rappresentazione grafico – pittorica .

4 anni

- Giochi di presentazione.

- Musiche, canti e filastrocche animate.

- Racconti - storie sull’amicizia.

- Drammatizzazione.

- Rappresentazione grafico – pittorica.

5 anni

- Proposte motorie, verbali, musicali e grafiche sull’accoglienza.

- Racconto di alcune brevi storie sull’ amicizia..

- Conversazione e riflessioni sull’amicizia e sullo stare bene insieme.

- Drammatizzazione.

- Rappresentazione grafico – pittorica – manipolativa.

 

2. U.d.L. - UN GRANDE LIBRO

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: 1 mese – metà Ottobre – metà Novembre

CONTENUTI

3 anni

- Scoprire le bellezza delle natura.

- Sperimentare la capacità di osservare le cose che ci circondano.

4 anni

- Scoprire la Bibbia: il libro che racconta tante storie tra cui quella delle bellezze- meraviglie dellaNatura.

- Osservare con meraviglia e curiosità il mondo circostante.

5 anni

- Scoprire la Bibbia, il libro che racconta la storia di Gesù ma anche delle meraviglie del mondo che ci circonda.

- Intuire che la Natura, il mondo è un dono affidato alla responsabilità degli uomini.

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Breve racconto e visione di immagini sulle bellezze della natura.

- Attività grafico – pittorica.

- Giochi.

4 anni

- Racconto, visione e verbalizzazione di immagini sulle bellezze della natura.

- Osservazione dell’ambiente circostante (piante, animali, ecc.).

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Giochi.

5 anni

- Racconto, visione e verbalizzazione di immagini sulle meraviglie della natura.

- Conversazione e riflessioni spontanee e guidate sulle forme di vita che ci circondano.

- Verbalizzare e classificare ciò che è stato costruito dall’ uomo con ciò che fa parte della natura.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica .

- Giochi.

 

 

 

 

3. U.d.L. - UN LIBRO CHE ANNUNCIAVA . . .

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: metà Novembre - metà Gennaio

CONTENUTI

3 anni

- Conoscere i simboli natalizi.

- Natale, una festa piena di luci, suoni e colori.

- Intuire il significato religioso del Natale: la festa della nascita di Gesù.

- Conoscere avvenimenti che precedono la nascita di Gesù.

4 anni

- Conoscere i simboli natalizi.

- Natale, una festa piena di luci, suoni e colori.

- Cogliere il significato religioso del Natale: la festa della nascita di Gesù.

- Conoscere avvenimenti che precedono la nascita di Gesù.

- Racconto evangelico degli eventi natalizi.

-

5 anni

- Intuire il significato religioso dell’evento natalizio: la festa della nascita di Gesù.

- Natale, una festa piena di luci, suoni e colori.

- Conoscere i segni della tradizione natalizia.

- Conoscere avvenimenti che precedono la nascita di Gesù

- Ascoltare e comprendere gli eventi natalizi narrati nei Vangeli

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Lettura di immagini inerenti il clima di festa che precede il Natale.

- Ascolto dei brani evangelici.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti.

- Poesia di Natale.

- Realizzazione del biglietto augurale per le famiglie.

- Visione di un DVD sul Natale (Annunciazione,nascita di Gesù, arrivo dei pastori, arrivo dei Magi).

4 anni

- Lettura e verbalizzazione di immagini inerenti il clima di festa che precede il Natale

- Ascolto e comprensione dei brani evangelici.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti

- Poesia di Natale.

- Realizzazione del biglietto augurale per le famiglie.

- Visione di un DVD sul Natale (Annunciazione,nascita di Gesù, arrivo dei pastori, arrivo dei Magi).

5 anni

- Ascolto e comprensione dei brani evangelici.

- Conversazione e riflessioni spontanee e guidate sul senso del Natale cristiano.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti.

- Poesia di Natale.

- Realizzazione del biglietto augurale per le famiglie.

- Visione di un DVD sul Natale (Annunciazione,nascita di Gesù, arrivo dei pastori, arrivo dei Magi).

 

4.   U.d.L. - PAGINA DOPO PAGINA

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: metà Gennaio – metà Febbraio

CONTENUTI

3 anni

- Intuire che Gesù cresce come tutti i bambini.

- Scoprire che per crescere abbiamo bisogno degli altri: famiglia, amici,scuola.

- L’infanzia e la crescita di Gesù.

- Scoprire che Gesù va a “scuola” per imparare.

- La casa, i vestiti e i giochi al tempo di Gesù.

4 anni

- Intuire che Gesù cresce come tutti i bambini.

- Scoprire che per crescere abbiamo bisogno degli altri: famiglia, amici,scuola.

- L’infanzia e la crescita di Gesù.

- Scoprire che Gesù va a “scuola” per imparare.

- La casa, i vestiti e i giochi al tempo di Gesù.

- Scoprire la bellezza della crescita per maturare un positivo senso di sé.

- Racconto di alcuni brani evangelici per iniziare a conoscere la figura di Gesù (Gesù all’ età di 12 anni parla ai dottori nel tempio).

5 anni

- Intuire che Gesù cresce come tutti i bambini.

- Scoprire che per crescere abbiamo bisogno degli altri: famiglia, amici,scuola.

- L’infanzia e la crescita di Gesù.

- Scoprire che Gesù va a “scuola” per imparare.

- La casa, i vestiti e i giochi al tempo di Gesù.

- Comprendere i primi racconti della vita di Gesù.

- Racconto di alcuni brani evangelici per conoscere meglio la figura di Gesù (Gesù all’ età di 12 anni parla ai dottori nel tempio).

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Lettura della filastrocca sulla crescita.

- Lettura di immagini sulla crescita.

- Ascolto del racconto sulla crescita di Gesù.

- Racconti sulle usanze al tempo di Gesù (casa, cibo, vestiti, scuola, giochi).

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

4 anni

- Lettura della filastrocca sulla crescita.

- Lettura di immagini sulla crescita.

- Ascolto del racconto sulla crescita di Gesù.

- Racconti sulle usanze al tempo di Gesù (casa, cibo,vestiti, scuola, giochi).

- Ascolto di racconti evangelici sulla vita di Gesù.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

5 anni

- Lettura della filastrocca sulla crescita.

- Lettura di immagini sulla crescita.

- Ascolto del racconto sulla crescita di Gesù.

- Racconti sulle usanze al tempo di Gesù (casa, cibo,vestiti, scuola, giochi).

- Ascolto di racconti evangelici sulla vita di Gesù.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

 

5.  U.d.L. - RACCONTIAMO NUOVE STORIE…

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: -metà Febbraio metà Marzo

CONTENUTI

3 anni

- Conoscere la figura di Gesù adulto, che sta con la gente (chiamata dei primi discepoli).

- Vedere in Gesù un esempio di amore e di amicizia.

- Gesù parla ed insegna ad amare.

- Gesù amico dei bambini.

- Ascoltare le parabole raccontate da Gesù ( pecorella smarrita).

4 anni

- Conoscere la figura di Gesù adulto, che sta con la gente (chiamata dei primi discepoli).

- Vedere in Gesù un esempio di amore e di amicizia.

- Gesù parla ed insegna ad amare.

- Gesù amico dei bambini.

- Ascoltare le parabole raccontate da Gesù (pecorella smarrita).

- Racconto di alcuni brani evangelici per conoscere meglio la figura di Gesù.

- Cogliere il significato della carità e della generosità verso gli altri (Zaccheo).

5 anni

- Conoscere la figura di Gesù adulto, che sta con la gente (chiamata dei primi discepoli).

- Vedere in Gesù un esempio di amore e di amicizia.

- Scoprire nei gesti e nelle parole di Gesù un invito alla bontà e all’ amore.

- Gesù amico dei bambini.

- Ascoltare le parabole raccontate da Gesù (pecorella smarrita e moneta perduta).

- Racconto di alcuni brani evangelici per conoscere meglio la figura di Gesù.

- Cogliere il significato della carità e della generosità verso gli altri (Zaccheo).

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Ascolto del racconto della chiamata dei primi discepoli.

- Ascolto del racconto della parabola “la pecorella smarrita”.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Giochi.

4 anni

- Ascolto del racconto della chiamata dei primi discepoli.

- Ascolto del racconto della parabola “la pecorella smarrita”.

- Racconto dell’ incontro tra Gesù e Zaccheo.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Giochi.

5 anni

- Ascolto del racconto della chiamata dei primi discepoli.

- Ascolto del racconto della parabola “la pecorella smarrita” e della “ moneta perduta”

- Ascolto dei racconti evangelici e riflessioni spontanee e guidate sulla vita e sulla missione di Gesù.

- Racconto dell’ incontro tra Gesù e Zaccheo.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Giochi.

 

6.  U.d.L. LA STORIA PIU’ BELLA…

PERCORSO FORMATIVO

Destinatari: bambini e bambine di 3 - 4 – 5 anni

Durata prevista: 1 mesi – metà Marzo – metà Aprile

CONTENUTI

3 anni

- Condividere la gioia della festa pasquale.

- Conoscere i segni e i simboli pasquali nell’ ambiente che ci circonda: pulcino, colomba,campana,ulivo, coniglio.

- Conversazione sulla Pasqua intesa come “Primavera”cioè vita nuova che nasce, risveglio della natura.

- Scoprire il valore della “Vita Nuova” che sboccia come momento di gioia e

condivisione(realizzazione di una piantina).

- Racconti biblici.

4 anni

- Conoscere gli eventi pasquali e condividerne la gioia della festa.

- Conoscere i segni e i simboli pasquali nell’ ambiente che ci circonda: pulcino, colomba,campana,ulivo, coniglio.

- Conversazione sulla Pasqua intesa come “Primavera” cioè vita nuova che nasce, risveglio della natura.

- Scoprire il valore della “Vita Nuova” che sboccia come momento di gioia e condivisione

(realizzazione di una piantina).

- Dai simboli alla storia di Gesù.

- Racconto dei brani evangelici sulla Pasqua di Gesù (L’ Ingresso di Gesù a Gerusalemme,

L’ Ultima Cena).

5 anni

- Conoscere gli eventi pasquali e condividerne la gioia della festa.

- Conoscere i segni e i simboli pasquali nell’ ambiente che ci circonda: pulcino, colomba,campana,ulivo, coniglio.

- Conversazione sulla Pasqua intesa come “Primavera” cioè vita nuova che nasce, risveglio della natura.

- Scoprire il valore della “Vita Nuova” che sboccia come momento di gioia e

condivisione(realizzazione di una piantina).

- Dai simboli alla storia di Gesù.

- Racconto dei brani evangelici sulla Pasqua di Gesù ( Ingresso di Gesù a Gerusalemme, L’ Ultima Cena).

PERCORSO EDUCATIVO - DIDATTICO

3 anni

- Lettura di immagini sui simboli della Pasqua.

- Lettura del racconto: “Il bruco mai sazio”(che si trasforma in farfalla).

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Realizzazione di un biglietto di auguri pasquali per le famiglie.

- Poesia di Pasqua.

- Canti.

4 anni

- Lettura e verbalizzazione di immagini sui simboli della Pasqua.

- Ascolto dei brani evangelici sulla Pasqua di Gesù.

- Conversazione e riflessioni guidate.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Realizzazione di un biglietto di auguri per le famiglie.

- Poesia di Pasqua.

- Canti.

5 anni

- Lettura di immagini e verbalizzazione dei simboli della Pasqua.

- Ascolto dei brani evangelici sulla Pasqua di Gesù.

- Conversazione e riflessioni guidate.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Realizzazione di un biglietto di auguri per le famiglie.

- Poesia di Pasqua.

- Canti.

 

7.  U.d.L. IN CHIESA TUTTI INSIEME…

PERCORSO FORMATIVO

CONTENUTI

3 anni

- Scoperta della Chiesa come luogo accogliente dove ci si incontra, si sta insieme e si fa festa.

- Tutti hanno bisogno di una casa: luogo dove si vive, si parla, ci si vuole bene e ci si aiuta.

- La Chiesa: una casa dalle porte sempre aperte.

- La Chiesa, luogo di incontro dei cristiani.

- Conoscere alcuni oggetti che si trovano in Chiesa.

- Scoprire la figura di Maria:mamma di Gesù e mamma nostra.

4 anni

- Scoperta della Chiesa come luogo accogliente dove ci si incontra, si sta insieme e si fa festa.

- Tutti hanno bisogno di una casa: luogo dove si vive, si parla, ci si vuole bene e ci si aiuta.

- La Chiesa: una casa dalle porte sempre aperte.

- La Chiesa, luogo di incontro dei cristiani.

- Conoscere alcuni oggetti che si trovano in Chiesa.

- Scoprire la figura di Maria:mamma di Gesù e mamma nostra.

5 anni

- Scoperta della Chiesa come luogo accogliente dove ci si incontra, si sta insieme e si fa festa.

- Tutti hanno bisogno di una casa: luogo dove si vive, si parla, ci si vuole bene e ci si aiuta.

- La Chiesa: una casa dalle porte sempre aperte.

- La Chiesa, luogo di incontro dei cristiani.

- Conoscere alcuni oggetti che si trovano in Chiesa.

- Scoprire la figura di Maria:mamma di Gesù e mamma nostra.

- Dalla Pasqua alle prime comunità cristiane.

PERCORSO EDUCATIVO – DIDATTICO

3 anni

- Osservazioni sui diversi modi di stare a casa, a scuola, e in Chiesa.

- Racconto: “La casa dispettosa”.

- Lettura della filastrocca: “A casa mia”.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti.

4 anni

- Osservazioni sui diversi modi di stare a casa, a scuola, e in Chiesa.

- Racconto: “La casa dispettosa”.

- Lettura della filastrocca: “A casa mia”.

- Ascolto dei racconti evangelici sulla nascita dei prime comunità cristiane.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti.

5 anni

- Osservazioni sui diversi modi di stare a casa, a scuola, e in Chiesa.

- Racconto: “La casa dispettosa”.

- Lettura della filastrocca: “A casa mia”.

- Ascolto dei racconti evangelici sulla nascita dei prime comunità cristiane.

- Conversazione sulla nascita delle prime comunità cristiane.

- Conversazione e riflessioni spontanee e guidate sui contenuti proposti.

- Drammatizzazione.

- Attività grafico – pittorica.

- Canti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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